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Le birre dell’Oktoberfest: porta a casa tua i tipici sapori bavaresi

Celebra in modo alternativo le birre dell’Oktoberfest. Augustiner, Hacker Pschorr, Hofbräu, Löwenbräu, Paulaner e Spaten. Le 6 sorelle che animano da secoli i tendoni di Monaco di Baviera.

Tra le tante rinunce dovute alla pandemia, gli appassionati di birra metteranno sicuramente al primo posto l’annullamento dell’Oktoberfest. Già lo scorso 20 aprile, governatore della Baviera e sindaco di Monaco annunciarono che, a causa del Covid, l’edizione 2020 dell’Oktoberfest sarebbe saltata.

Non è la prima volta che la celebre festa della birra, la cui prima edizione risale al 12 ottobre 1810, viene annullata a causa di un’epidemia. Accadde infatti già nel 1854 e nel 1873, per via del colera.

L’appuntamento presso gli stand di Theresienwiese è dunque rinviato al 18 settembre 2021. Nel frattempo è possibile consolarsi portando direttamente a casa propria bottiglie e fusti di birre dell’Oktoberfest.

Augustiner: la sorella più anziana tra le birre dell’Oktoberfest

Augustinerbrau

In rigoroso ordine alfabetico, presentiamo la prima tra le 6 birre dell’Oktoberfest. La birra Augustiner nasce nel 1328, quando fu fondato il birrificio omonimo, il più antico di Monaco. Deve il proprio nome al fatto che inizialmente veniva prodotta dai monaci agostiniani. La Augustiner è una Weissbier. Anzi, la Weisse per eccellenza. Lavorata secondo antichi metodi, viene conservata in botti di legno. Come tutte le birre dell’Oktoberfest, viene prodotta in base al Reinheitsgebot. La norma, voluta da Guglielmo IV di Baviera in persona, è in vigore dal 1516. Di fatto, si tratta della più antica regola in ambito alimentare ancora vigente.

Hacker Pschorr: gli inventori del tappo meccanico

Hacker Pschorr birra

Frutto delle alterne vicende di 2 protagonisti della storia della birra bavarese: Joseph Schorr e Maria Theresia Hacker. La storia della Hacker Pschorr parte nel 1417, col nome di Hacker. Sul finire del XVIII secolo, Joseph Pschorr acquista il birrificio dal suocero. Poi, nuove divisioni, fino al 1972 quando i 2 marchi Hackerbrau e Pschorrbrau si riuniscono. Aroma dolce all’olfatto, tendente all’amaro al gusto. Colore intenso, Hacker Pschorr è una Weisse famosa per il procedimento, che prevede l’uso di acqua di fonte. Ma soprattutto, per essere stata la prima a essere venduta nelle tipiche bottiglie con tappo meccanico.

Hofbräu: nata per volere del duca Guglielmo V di Baviera

Hofbrau

Staatliches Hofbräuhaus in München, ossia “Birrificio Nazionale della Corte in Monaco”. È questo il nome della birra nota anche come “HB”. Una delle birre dell’Oktoberfest più note al mondo, la Hofbräu fu fondata nel 1589 per volere di Guglielmo V. Il duca di Baviera voleva infatti evitare di acquistare la birra fuori dal proprio regno. Oggi si trovano ristoranti a marchio HB anche in Cina, negli Stati Uniti e a Dubai. Disponibile anche in bottiglie da 0,5 l, la Hofbräu Munchner Weisse si presenta fresca e fruttata. Dissetante e adatta a ogni situazione, grazie alle nota frizzante e acidula che la caratterizza.

Löwenbräu: la bionda e rinfrescante “birra del leone”

Lowenbrau

La produzione della Löwenbräu (lett. “birra del leone”) comincia nel XV secolo. Dei primi tempi si hanno notizie incerte. Ma quello che è sicuro è che nel XIX secolo il birrificio Löwenbräu divenne il più grande di Monaco. Presente sul mercato come Löwenbräu Original è connotata da un aroma luppolato. Il gusto è leggermente amaro. Il colore luminoso e dorato.  Sotto i tendoni di Theresienwise si riconosce dalla schiuma, che tende a persistere a lungo. Come le altre sorelle viene prodotta in autunno nella patria della birra, Monaco di Baviera.

Paulaner: da un convento, ai mercati di tutto il mondo

Paulaner

Come nel caso della Augustiner, anche la Paulaner vede le sue origini legate ad ambienti religiosi. Nello specifico gli inventori di questa celebre birra furono i frati di san Francesco da Paola. Essi vivevano a Monaco, precisamente in Neuhauser Straße, ed è qui che cominciarono a produrre birra nel 1634. Oggi Paulaner distribuisce oltre 2 milioni di ettolitri di birra ogni anno in almeno 70 Paesi. La più giovane delle 6 sorelle è disponibile anche nella variante Münchener Hell. Questo fusto da 5 l è dotato si spillatore. Si tratta di una birra chiara, la più esportata da Paulaner. Con il 4,9% di alcool, colpisce per il gusto, robusto e saporito.

Spaten: da oltre 6 secoli, emblema di gusto e purezza

Spaten birra

L’ultima “anziana” sorella, tra le birre dell’Oktoberfest, è nata nel lontano 1397. Stiamo parlando della birra Spaten, la cui proprietà nel 1922 si è fusa con un altro celebre marchio tedesco: Franziskaner. Da oltre 600 anni la birra Spaten viene prodotta a Monaco nell’omonimo birrificio. Naturalmente, la regola aurea è dettata anche in questo caso dal Reinheitsgebot. Tiene fede alla legge di purezza, presentandosi nella versione Münchner Hell (5,2% di alcool) come accompagnamento ideale in occasione di aperitiviCon un cartone da 20 bottiglie si può improvvisare una mini Oktoberfest casalinga con gli amici.

Distanziati e in sicurezza, per una serata in puro stile Oktoberfest

Lo scorso 4 ottobre si sarebbe conclusa l’Oktoberfest 2020. A 210 anni esatti dalla prima edizione, non potendo festeggiare insieme agli oltre 6 milioni di partecipanti che puntualmente si riversano a Monaco di Baviera, si può sempre ripiegare su una versione casalinga della festa. Basta fare scorta di birre dell’Oktoberfest e intonare con gli amici più intimi un “Ein Prosit” tutti insieme! Gadget e costumi per allestire un’ambientazione tipicamente bavarese non mancano. E chi è goloso di birra potrà continuare a degustarne infinite varianti, ricorrendo a un pratico spillatore per birra refrigerante come questi.

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